Quartine a tema, un' idea di Simone Borellini

 

Fonte: "IL TRACCIOLINO" 

BERLUSCONI
(Tracciolino 2005)

Berlusconi va al potere
In più ha la maggioranza
Ma i partiti in minoranza
Non lo possono vedere

Mi potrò certo sbagliare
Su di queste mie opinioni
Ma chi vince le elezioni
Or dovrebbe comandare

A me sembra un po’ ignoranza
Mi soffermo a meditare
Mai si è visto comandare
i partiti in minoranza

Questo a tutti è evidente
Berlusconi detta un tema
Ma ne a Prodi ne a D’Alema
Non gli va mai bene niente

Han proposto tutti in coro
Berlusconi non va ascoltato
Non val niente il suo operato
Perché sanno tutto loro

Prima d’esser presidente
Gran promessa aveva dato
Ma l’han sempre ostacolato
Così ha fatto poco o niente

I Signor non son dei fessi
Sanno fare il suo mestiere
Andar vogliono al potere
Per curare i suoi interessi

Ora state un po’ a vedere
L’opposizione che vuol fare
Vuol il governo rovesciare
Per tornar loro al potere

Siate pur sinceri e schietti
Se al potere ritornate
I Signori pur voi aiutate
E non certo i poveretti

Sempre aumentano le spese
Gli stipendi son calati
Cari Ministri e Deputati
Non si arriva a fine mese

Non si sa più chi votare
Per mandarlo su al potere
Ci vorrebbe un di mestiere
Che sapesse comandare

Sala Sante

 

La Frana del monte Pinocchio
(Tracciolino 2005)

Su nel monte a Romanoro
Una frana scende a valle
Minacciando case e stalle
Porta fango al fiume Dolo

Poi il fango piano piano
Giù nel Secchia và a finire
E comincia a riempire
la diga di Castellarano

Questa è verità pura
Poi la gente giù si lagna
I soldi van sempre in montagna
Per salvare la pianura

Risanando monti e colline
Imbrigliando fiumi e torrente
Si protegge quassù la gente
Dalle frane e le slavine

Certo è cosa sicura
E nessuno ci guadagna
Se il terren della montagna
Scende a valle e và in pianura

Allarmata è molta gente
Quella frana spaventosa
Come Erio e la sua sposa
Che han la casa sul torrente

Quella frana maledetta
“Vegi” ha fatto lavorare
che ha dovuto via portare
i balloni in tutta fretta

Pur Duilio si è arrabbiato
con quei due escavatori
con i loro bei lavori
gli hanno il campo devastato

E una frana che con gli anni
Su nel monte si è fermata
E d’un tratto si è sfogata
Senza fare grossi danni

Sala Sante

 

Papa Woitjla
(Tracciolino 2005)

Sempre ha lottato contro la guerra
Nel cammin del suo papato
I sofferenti ha sempre aiutato
Come un Santo in questa terra

Lui come Padre Pio
Da vivente era già santo
In tutto il mondo ha dato tanto
E per noi prega il buon Dio

E da anni era ammalato
In più molto sofferente
Ha aiutato tanta gente
E non si è mai lamentato

E durante il suo cammino
E col suo grande agire
Ha contribuito a demolire
Il gran muro di Berlino

Da vivente in questa terra
Molti stati ha visitato
Bene al mondo ha portato
Evitando una gran guerra

Sala Sante

 


La campagna della legna ai Boschi
(Tracciolino 2003)

Con gran fretta alla mattina
da Sassuol vien su il trattore
perché il Ghibli(1) con dolore
su tra i bocci(2) si rovina

Ai trattori di pianura
la pendenza non gli piace
poiché dire mi dispiace
non è macchina sicura

Vi è un trattore che si annoia
mentre l’Agriful si affanna
il gran 100 alla capanna
resta sotto alla tettoia(3)

Tutti san della tragedia
tra le fagge a prato maggio
pria intraprendere il gran viaggio
si scatena la commedia

L’esperienza non vi insegna
benchè esperti contadini
ribaltato hanno i Turrini
il gran carro con la legna

Certo loro sono i soli
e alla legna esperti e buoni
hanno fatto gli spondoni(4)
con due brocche da fagioli

Sembra il fatto troppo strano
sciocco è stato l’incidente
quest’altr’anno più prudente
sul trattor ci va Viviano


Or vi dico con costanza
ricordatelo con cura
quest’altr’anno con premura
prenotate l’ambulanza

Mirco Tazzioli

Note:
1) Ghibli: trattore (nuovo) di Noè che non viene usato per far la legna per paura di rovinarlo; al posto di questo viene utilizzato l’Agriful (trattore più vecchio) portato da Sassuolo a Romanoro per l’occasione.
2) Bocci: ragge, spine.
3) Il Ghibli (il gran 100) è lasciato in garage.
4) Spondoni: pali che sorreggono legna caricata sul carro in modo da sorreggere il

I ricordi della mia infanzia
(tracciolino 2003)

Quando l’uomo fu creato
era pieno d’ingnoranza
poi scoprendo l’abbondanza
tutto il mondo ha rovinato

Si iniziava a primavera
Con le vigne da zappare
più il granturco a seminare
tutto il giorno fino a sera

Gran lavoro ci voleva
per riempire di uva il tino
se ne usciva mezzo vino
poi pian piano si beveva

Tante vigne sono state
coltivate a Romanoro
ma nascendo altro lavoro
sono state abbandonate

Quando Maggio terminava
arrivava Giugno in pieno
con l’arrivo del gran fieno
il lavoro triplicava

Con la zappa e col badile
molte strade si aggiustava
poi coi buoi fien si portava
con la traggia nel fienile

Fatto il fieno con gran cura
cominciava il taglio al grano
tutti con la falce in mano
si mieteva con premura

Asfaltavan poi con cura
tutta l’aia i contadini
col letame dei bovini
pronti per la trebbiatura

Con liocarno assai insistente
e al Cerreto con verbena
si trebbiava con gran lena
senza render quasi niente

All’inizio di Settembre
c’era i campi da zappare
per poterli seminare
entro i primi di Novembre

All’inverno poi di sera
nella stalla ognuno andava
mentre il giovane emigrava
per tornare a primavera

Poi la guerra sanguinosa
scoppiò allor su tutti i piani
con tedeschi e partigiani
e fu molto devastosa

Eran tempi molto brutti
di paura e di miseria
certo era cosa seria
che tremar faceva tutti

In quegli anni così scuri
ben nascosti si restava
ma il tedesco ti cercava
e non si era mai sicuri

Ora ben le cose vanno
il sereno è ritornato
e di certo al mio narrato
i bambin non crederanno

Più non voglio ricordare
e voi tutti vi saluto
spero che quel che ho vissuto
mai più debba ritornare

SALA SANTE

Le piantine micorizzate al tartufo di Pavesi, Claudio e Liso
(Tracciolino 2004)

A qualcun certo non garba
lo diciamo tutti in coro
il tartufo a Romanoro
è miglior di quello d’alba

Tempo fa il consorzio è nato
in montagna a Romanoro
dentro ai boschi con decoro
cresce buono e profumato

Un paese è Romanoro
con i boschi e la campagna
e si trova su in montagna
nel comune di Frassinoro

Del tartufo vi diam la prova
non ce ne al paragone
ve lo dicon più persone
del miglior non se ne trova

Ora voglio un po’ scherzare
sugli esperti tartufai
combinato han sol dei guai
nel voler quello innestare

Han voluto qui piantare
le piantine che han comprato
ma il tartufo micorizzato
l’hanno ancora da trovare

Mi dispiace a malincuore
di quei sterpi che han piantato
mai di quel tartufo nato
certo il can non sente odore

Il tartufo è cosa pura
non va certo seminato
qua da solo è sempre nato
lasciam fare alla natura


Ed è buono e saporito
ma comprarlo non conviene
quando sa quanto viene
passa in fretta l’appetito

Certo è un sterpo di campagna
quel che avete voi comprato
molto caro poi pagato
che da sol nasce in montagna

“Date a me” dice Pavesi
“io lo innesto e poi vedrete
che il tartufo caverete
tra alcun anni e pochi mesi”

In sue mani va lasciato
Liso afferma è il suo mestiere
alla fin si sta a vedere
se vien fuori il risultato

Sono certo che non sbaglia
e ne sono molto lieto
dice Caudio del Cerreto
perché esperto in Farmitalia

Liso è molto preoccupato
certo avrà la sua ragione
ha provato con l’arpione
senza avere il risultato

Han provato un po’ di tutto
con gli attrezzi che han comprato
spine e erbacce hanno tracciato
ma le piante non dan frutto

Se ascoltato avete bene
io vi ho detto mia opinione
certo avrete voi ragione
se l’innesto vi dà il seme

Non avetevene a male
orsù fatevi coraggio
del tartufo sono un saggio
che mi han messo sul giornale

Io da quando sono nato
mai ho visto e non ho in mente
che alcun essere vivente
il tartufo abbia creato

SALA SANTE


FARSA: “I Paesani”
(Tracciolino 1998)

Paggio

Di nativi e villeggianti
Romanor d’estate è pieno
ma fra lor scorre il veleno
e gli screzi sono tanti

Senza alcuna titubanza
ma nemmeno vile offesa
vorrei prender la difesa
di chi viene a far vacanza

Dopo un anno di lavoro
non vogliamo litigare
ma soltanto in pace stare
qualche tempo a Romanoro

Ogni tanto vi è un lamento
ma le tasse noi paghiamo
pur se spesso non troviamo
neppur l’acqua, ah qual sgomento!

Se i bambini in qualche sito
giocan tutti e son contenti
non son credo i loro intenti
di far danno al vostro udito

Nella bella e calda estate
noi portiam del movimento
che d’inverno resta spento
nelle lugubri giornate

Noi lasciam nella pianura
le città tanto inquinate
per passare le giornate
fra le mucche e la natura

Questa grande vallata
ci accoglie tutti quanti
nativi e villeggianti
in pace ed armonia

Andrea Mele

FARSA: “I Villeggianti”
(Tracciolino 1998)

Paggio

Lungo il calmo fiume Dolo
cristallina l’acqua scende
Romanoro al pian si stende
rinfrescando il verde suolo

Vò parlare di coloro
che d’estate sono tanti
vò parlar dei villeggianti
che an ferie a Romanoro

Poca è la permanenza
molti son spregi e pretese
pur se piccolo è il paese
assai grande è la pazienza

Non c’è niente ognuno esclama
vi è due case un cane e un gatto
ma in città quel caldo matto
vuoi “mò” dir che qui li chiama?

Il rumore non ha posto
dan fastidio le campane
solo per due settimane
che trascorrono in agosto

Portan su di tutto un poco
vizi lusso ed ogni cosa
ma se c’è da far qualcosa
pronti sono a cambiar loco

Fine luglio fine agosto
tutto torna come prima
non è certo buona stima
disprezzare il nostro posto

Dico a tutti senza inganno
dico solo per scherzare
ma lasciate comandare
chi quassù stà tutto l’anno

Mirco Tazzioli



La festa al campo 1999
(Tracciolino 1999)

Paggio

Col maltempo a far da inciampo
giunti a fondo con l’impresa
siam riusciti con sorpresa
a rifar la festa al campo

E le comiche presenti
or vorremmo raccontare
fra i bei giochi ed il mangiare
narrerem gli avvenimenti

ROBERTO:

La cucina in mano esperta
fu affidata a tanta gente
Giroldini prestamente
lascia pur che si diverta

Pur dovendo lavorare
e dirigere da solo
attrezzato da Sassuolo
cucinò col cellulare

GIULIANO, SESTO, CARLO:

Vi è qualcun che si lamenta
sotto il palco col focone
vi è Gulian Sesto e Carlone
a litar per la polenta

ALLE FRIGGITRICI:

Quanti pezzi si friggeva
nella pentola gigante
tre porzioni dicon tante
ma a servir non si rendeva

NINO:

Si chiama Nino ed è del Panigale
il direttore fisso alla “carscenta”
ahimè l’impasto fatto ora non sale
la gente la richiede sempre aumenta
se poi la pasta avanza questo è male
ma a ricercar farina si sgomenta
l’impasto giusto vuol di chili otto
e ventisette alfine ne hanno cotto

Qualche ringraziamento

Ezio, Cif, Sandro e Ferrando
Paride, Ivo, Ghigo e Dino
Beppe, Claser, fra e Nino
poi Ruggiero con Orlando

Fra questi ai più scarsi dedico questa quartina:

Valgon poco Ezio e Orlando
e ancor meno Ghigo e Gino
quasi niente Cif e Dino
proprio zero Ivo e Ferrando

Mirco Tazzioli


 


All’appassionato distratto
(Tracciolino 2003)

Ti vo’ tosto ricordare
pur se passa inosservato
lo scapuccio va lodato
se oggi ancor si può cantare

Poiché infatti se vacante
fosse un cavaliero ameno
troveresti in un baleno
disponibile un maggiante

Mentre invece, e dico il vero
ben diverso gli è il destino
se tu offri al maggiarino
un inutile scudiero

Quindi se tu ammiri quello
sul torrion che stà a cantare
è pur util, non scordare
chi va a chiudere il cancello

Perciò non è educazione
affossare uno che canti
che sebbene non incanti
mosso è dalla passione

Aravecchia Manuel

 

La Grande Frana
(Tracciolino 2001)

Una frana travolgente
ha sconvolto Romanoro
chi non dorme sogni d’oro
è Germano detto il dente

E percorre il suo cammino
travolgendo prato maggio
trascinando lungo il viaggio
i balon di Rinaldino

Via ha portato sassi e lotti
e un bell’orto seminato
le patate che il Bi ha piantato
le raccoglierà Morotti

Pure i boschi han posto in fretta
di lasciar ogni casato
ma ne Iofo e Ivo scanato
non gli han dato certo retta

Sotto terra d’acqua i corsi
sprofondar fa la vallata
chi non fa buona nottata
è Ronzoni con Montorsi


Sala Sante

 

La mucca pazza e gli avvelenamenti
(Tracciolino 2001)

Certo che la mucca è pazza
perché l’uom più la rispetta
e a mangiare l’ha costretta
pur la carne di sua razza

Pure a noi mette terrore
quella carne avvelenata
perché quel che l’han mangiata
sono andati al Creatore

Or lasciatemelo dire
riflettiam certo un pochino
siamo noi per dio quattrino
che l’abbiam fatta impazzire

Ci vorrebbe una gran mazza
e colpirla in testa a noi
non son matti mucche e buoi
ma la nostra testa è pazza

Non è certo un bel sapere
che il mangiar non è più sano
meno l’aria buona abbiamo
più alle fonti si può bere

Continuar su questo lato
distruggiamo quel che è sano
verrà un dì che il parmigiano
sarà pure avvelenato

Or la mente mi si scura
nel saper tutto inquinato
quasi tutto è avvelenato
e mi mette gran paura

Quel che dico certo è vero
molto ben noi stiamo adesso
ma la strada del progresso
ci conduce al cimitero

Se scompar lupo e serpente
tutto il mondo è preoccupato
ma dell’uomo e il suo creato
a nessuno importa niente

Dite voi come vivremo
con l’avvenir che abbiam davanti
se non cambia tutti quanti
presto ce ne accorgeremo

Di macchine son pien le vie
si fatica a circolare
vi è lo smog da respirare
che ci porta malattie

Ma da quando ero bambino
tutto il mondo è ben cambiato
quel che visto l’ho narrato
sopra questo Tracciolino

Quel che ha profetizzato
nel Cinquanta l’Alderico
lo ricordo e ve lo dico
perché si è tutto avverato

Sala Sante


La storia dei vecchi quando venivano portati alla grotta
(Tracciolino 1998)

In quei tempi a noi lontani
c’era gente assai incivile
che trattava in modo vile
i suoi cari molto anziani

Era un’ampia tirannia
quei vecchietti abbandonati
e per sempre poi lasciati
mendicanti per la via

Eppur di lor noi figli siamo
molto ben ci hanno educati
non ci han mai abbandonati
ora noi li rinneghiamo

Noi viviamo nel progresso
e siam molto fortunati
c’è ancor vecchi abbandonati
che nessun li vuole appresso

C’è chi è ancor molto affettuoso
e li ha sempre ben trattati
e giammai li ha accompagnati
nelle case di riposo

Con l’inganno e con la lotta
il figlio il padre prelevava
poi lontano lo portava
per gettarlo nella grotta

Figlio mio io ti confesso
or che al termine son giunto
pur mio padre in questo punto
fu gettato da me stesso

Nel sentire il tuo parlare
via di qua noi ce ne andremo
ed a casa torneremo
sento il sangue mio gelare

Ora i tempi son cambiati
sotto tutti i suoi aspetti
ma gli anziani poveretti
sono ancora trascurati

Cominciam da oggi in poi
e aboliam quel brutto vizio
di portar vecchi allo spizio
perché dopo tocca a noi

Io sui vecchi ho detto tutto
or dobbiamo meditare
stiamo attenti a non sbagliare
perché poi il rimorso è brutto

Sala Sante



 

Verso il 2000
(Tracciolino 1999)

Dopo guerre e avvenimenti
il progresso è giunto in fretta
e ha portato per disdetta
brutti mali e inquinamenti

Certo che non è un vantaggio
fa sparir le tradizioni
come fiere e processioni
per fortun vi è ancora il Maggio

Dopo anni sofferenti
che passato abbiamo insieme
ora stiamo troppo bene
e non siamo mai contenti

Si faceva tutto a mano
certo con grandi fatiche
l’acqua e l’aria eran pulite
perché tutto era nostrano

Tanta gente abbandonare
ha dovuto la montagna
i suoi cari e la campagna
per andare ad emigrare

Senza in man alcun mestiere
il contadin se n’è emigrato
sotto terra poi è andato
al carbon nelle miniere

Or siam giunti a nostre brame
e viviam tutti contenti
ma purtroppo vi è ancor genti
che assai soffron per la fame

Vi ringrazio tutti quanti
quel che ho scritto l’ho vissuto
or vi porgo il mio saluto
e cerchiam di andare avanti

Sala Sante

 

Festa del paese
(Tracciolino 2002)

Non han fine le sorprese
che si senton raccontare
or se posso vò parlare
della festa del paese

al presidente:
Un applauso per la festa
a Maurizio or facciamo
ma non tanto lo esaltiamo
perché si monta la testa

al cuoco:
Lo san pure anche i bambini
a chi tocca la cucina
come sempre si destina
a Roberto Giroldini

a Bruno:
Gran da fare ognun scompiglia
tutta gente brava e esperta
mentre Bruno resta all’erta
a tenere la maniglia

ai camerieri:
Camerieri con pazienza
han cacciato l’appetito
perché dopo aver servito
son rimasti tutti senza

ai baristi:
Ezio, Orlando, Ghigo e Bruno
fan la guerra dietro al banco
credo che Bruno sia stanco
di quei tre non vuol nessuno

per Ghigo:
Con arnesi messo all’opra
lavorava il grande Ghigo
ha montato per castigo
la baracca sottosopra
a Viviano:
Già che poca gente è in gioco
consigliere entra Viviano
dice quel: “Vi do una mano”
ma fin or si è visto poco

resoconto finale:
Dio ci liberi da Bruno
Paride, Mauri, Ezio, Nino
peggio Ghigo, Orlando e Dino
quasi meglio aver nessuno

Mirco Tazzioli

 


L’inquinamento
(Tracciolino 1996)

L’acqua buona è sempre stata
qua nei monti e nei torrenti
ma il costume delle genti
l’hanno tutta avvelenata

Scende a valle e in lungo andare
s’incammina dentro ai fiumi
raccogliendo sterchi e marciumi
per portarli poi nel mare

Ricordate le avventure
che Alderico a noi ci ha dato
tutto il mondo ora è inquinato
noi paghiam le conseguenze

Lui parlo' d’inquinamento
e sembrava un caso strano
or toccandolo con mano
era un saggio avvertimento

Quel che stiam vivendo adesso
certo che a me fa paura
han distrutto la natura
e lo chiamano progresso

Sala Sante

 

 

 


 

 

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